giovedì 9 novembre 2023

FORMAZIONE - IL RAPPORTO CON I FRATELLI -1

  

“CHI E’ MIO FRATELLO”  di Carlo De benedetti

 

Fratellanza di sangue e fratellanza cristiana

“Non sempre è stato così, questa è un’invenzione del Cristianesimo.

Fratelli in senso stretto lo si è per vincolo di sangue.

Nella Bibbia ci vengono presentate alcune coppie di fratelli: Caino e Abele, Ismaele e Isacco, Esaù e Giacobbe, dove uno è il buono e l’altro quello meno buono…,  questa è una costante nella storia: per gli Ebrei, tutti gli uomini creati da Dio erano implicitamente fratelli, ma quelli del popolo eletto lo erano un po’ più degli altri. E così per tante altre situazioni storiche.

“Uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli” – dice Gesù (Mt 23, 8)

Nella fratellanza cristiana si passa dal legame naturale al legame spirituale: si è fratelli perché tutti hanno detto sì alla volontà di Dio.

Con Cristo, nuovo Adamo, nasce  (una) nuova umanità,(una) nuova fratellanza, universale…

La fratellanza nel Cursillo

L’evangelizzazione è la somma carità che io riservo ai miei fratelli ed è ci  che faccio con lo strumento CURSILLO. Ascoltiamo la descrizione quasi meravigliata che fa mons. Juan Hervas nella lettera sua pastorale, (i cursillos di Cristianità strumento di rinnovamento cristiano), “Nel Cursillo si respira un clima di caritatevole fratellanza, che trasforma il Cursillo in una vita di famiglia; fraternità tra sacerdoti e laici, tra dirigenti e diretti, creando un’atmosfera di comprensione reciproca e di carità. … Una tecnica pedagogica che possiamo qualificare come ammirevole combina l’umano e il divino, il naturale e il soprannaturale, il vecchio e il nuovo, con saggezza e il divino, il naturale e il soprannaturale, il vecchio e il nuovo, con saggezza e ingegno in un’unione ammirevole”.

 

LA RIFLESSIONE di Luigi Majorca


Sintetizzare anche parti della relazione del nostro coordinatore nazionale Carlo De benedetti, resa nella convivenza di studio del 22 luglio 2022 e pubblicata nella rivista nazionale, significa rischiare di non rendere esaustivo il suo pensiero. Ma la domanda “Chi è mio fratello?” dovrebbe essere oggetto di un lungo e appassionato approfondimento, magari in una sessione della Scuola Responsabili, perché spesso chi parla di fratelli e sorelle con superficialità o quasi per abitudine spesso ignora il nome del fratello cursillista che gli sta accanto….. Nell’Antico Testamento  ebraico i termini prossimo (reaˁ ) e fratello (ˀakh) praticamente coincidono. Chi è mio Fratello, chi é il mio Prossimo è domanda che deve ricevere una risposta convincente per il cursillista, perchè , chi ci sta accanto diventa prossimo di qualcuno quando si prende cura di lui come ha fatto Gesù, nel senso di imitarne non solo l’atto, ma anche la modalità di azione che nascono dal cuore e non da una falsa caritatevole fratellanza.

lunedì 6 novembre 2023

IL PUNTO DI VISTA DI DON LUIGI MAGNANO

DON LUIGI MAGNANO




A proposito dei miei articoli:

* *Grazie di tutto cuore, Luigi. Ho cominciato a leggere, sempre con interesse, quanto ci fai pervenire. Dobbiamo crescere, pensando , pregando e confrontandoci.

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Dal tuo blog vorrò attingere più assiduamente.

*    Abbiamo sempre da ascoltare, leggere, imparare...da tutti, con serena e grata umiltà.

*    La tua fatica "informativa" è preziosa. Ottime anche le sottolineature su potere/servizio; sopravvivere/evangelizzare; aspettare/mettersi a lavorare "di buzzo buono", come diceva il notissimo P. Francesco Amato, che si auto-definiva CICCIU AMATU = Filosufu strammatu.


A proposito della natura:

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Per Siracusa Dio fece il mare, generoso, ristoratore...;per i centri montani Dio provvede con la freschezza e la "moderazione" del clima, buono anche per curare... Santa giornata

*    Il quadretto inviatomi mi riporta al senso della creazione di Dio: egli affida all'uomo il compito di coltivare e custodire la terra non di sfruttarla sino allo sfinimento, al punto in cui, ahimè, siamo oggi. in altri termini, viva l'operosità dell' uomo ma nel contesto della natura, da vivere e custodire, n o n  da distruggere. santa giornata

*    





Mi piace la "sintonia" fra Natura Vegetale e quella umana. Ma,nel PROGETTO ORIGINARIO DI DIO non era prevista l'armonia perfetta in favore della Creazione Intera? Poi l'uomo,nella sua...follia,ha pensato - e continua... - di farsi un suo...controprogetto...e gli esiti sono...brutalmente sotto i nostri impauriti, preoccupati occhi. I Signore ci aiuti a...fare i giusti passi per, almeno,LIMITARE I DANNI commessi ed evitarne per l'avvenire. Santa serata.

*     Tu ci aiuti ad "atterrare" e a ringraziare il Signore per le bellezze naturali, che spesso, ahimè, diamo per acquisite e scontate.

 

mercoledì 1 novembre 2023

CURSOLLOS – FORMAZIONE 5 -“RESTA CON NOI

 I LONTANI di William Zappaterra.

“L’obiettivo privilegiato, non esclusivo, deve essere chi è lontano e devono essere compiuti sforzi per garantire che il messaggio raggiunga ciascuno ma in nessun modo si deve interferire nella reazione personale che il messaggio produce.  Dove così non è stato, dove le segreterie hanno velato il loro scopo, magari credendo in buona fede che la loro missione consistesse nel dedicarsi a manipolare, disattivare o distorcere le realtà coerenti e congiunte che costituiscono la struttura del Cursillo, si è rotta l’unità del messaggio e con essa tante altre cose, che hanno reso difficile, se non ostacolato, la possibilità che tante PERSONE continuino senza sapere che Dio in Cristo ha dato loro degli amori. I Cursillos, che ci insegnano a parlare ad alta voce al Signore e che ci motivano a portare la forza del Tabernacolo alla tensione della vita, chiedono comprensione, chiedono passo per ricevere l’esplicita benedizione legittimante per espandere la loro missione in grande stile. Nella sinodalità così vissuta, dalla Chiesa avallante, i Cursillos vogliono avanzare non come un versetto sciolto ma con passo caratteristico che li identifichi come diversi in quel camminare insieme.”

LA RIFLESSIONE di Luigi Majorca

“Le persone umanamente migliori sono quelle che si dichiarano lontane da Dio, quelle che si dichiarano agnostiche o atee. In esse si riscontrano delle qualità eminentemente cristiane, come la gioia non finta, l’apertura interclassista, il ripudio della falsità e dell’ipocrisia, l’amicizia disinteressata, l’amore per la verità, qualità spesso sconosciute nei cosiddetti ambienti pii. Le persone con queste qualità sono centro di aggregazione e incidono notevolmente sul loro ambiente. E’ proprio a queste persone Lontane e inconsciamente cristiane che Eduardo vorrebbe far giungere la vera essenza del cristianesimo, ripulita dalle croste inutili. (Cursillos Storia e Carisma pag 154).

Altra riflessione va fatta sul metodo di avvicinare i “lontani”.

Ci chiediamo: “il mezzo che usiamo per raggiungere i Lontani è l’amicizia sincera, trasparente? L’invitato percepisce l’invito (a partecipare al cursillo) come un dono di un amico ad un amico ? Valutiamo attentamente se la persona è adatta all’esperienza ? Valutiamo se la persona è pronta all’esperienza ? (idem pag 168).

A queste domande spesso non si danno risposte convincenti, con la conseguenza che le strutture del post-cursillo si impoveriscono fino al punto di esaurirsi. Eduardo Bonnìn spesso ricorda che senza la costanza nel post-cursillo, il Cursillo rischia di divenire un fuoco di paglia: l’importante non è incontrare Cristo, ma dopo averlo incontrato, seguirlo.

CURSILLOS -FORMAZIONE - L’AMICIZIA, UN LEGAME SPECIALE

 

Di P. Luigi Arena.


“L'amicizia è  un legame speciale e profondo che si sviluppa sulla base di elementi fondamentali come la fiducia, l'affetto, la condivisione e il sostegno reciproco. È una forma di relazione, comprensione e accettazione dell'altro. Nell'amicizia, le persone trovano un luogo in cui possono essere se stesse senza paura di giudizi, un luogo in cui possono condividere gioie, dolori e sfide.”

“Nel contesto del movimento del Cursillo di Cristianità, l'amicizia assume una dimensione ancora più profonda. Diventa parte integrante del percorso di crescita spirituale e personale. I membri di questo movimento si impegnano a sostenersi reciprocamente attraverso la condivisione di esperienze e la riflessione sui valori cristiani. Questa forma di amicizia va oltre il concetto tradizionale, poiché diventa un mezzo per testimoniare la propria fede e costruire una comunità autentica. L'amicizia non è solo un frutto passivo di tali pratiche, ma un fondamento attivo su cui si costruisce la spiritualità e la condivisione delle proprie esperienze di fede.”

Così conclude: ”In sintesi, l'amicizia è un legame umano profondo che, quando basato su valori autentici come fiducia, affetto e sostegno, può rappresentare una vera e propria esperienza di fede. L'amicizia diventa così non solo un legame tra singole persone, ma anche un modo per testimoniare la fede e costruire una comunità autentica che riflette l'amore di Cristo.” (tratto dalla rivista I Cursillos di Cristianità in Italia sett-ott 2023- L’intero articolo potete estrarlo dalla pagina DOCUMENTI cartella P. Arena)

 

La RIFLESSIONE di Luigi Majorca

Ho nel tempo sperimentato l’amicizia, quella vera ed autentica, che purtroppo è venuta a mancare negli ultimi anni. E’ un’amicizia che non si dimentica e che anzi mi compiaccio di ricordare, perché nel ricordo sento ancora vivo più che mai un senso di benessere e di profonda commozione. Parlare della vera amicizia è difficile ed esprimerla a parole è ancora più difficile e riduttivo, perché “l’amicizia”  è un sentimento che rimane nel cuore dell’amico ed è "una delle più grandi consolazioni di questa vita",(Manzoni) 

Eduardo Bonnin. “Parlando dell’amico al singolare si è costretti, anzi, è necessario, ovviamente gioioso se non conveniente tra cristiani, parlare in primis del singolo amico, l’amico più singolare, del Cristo vivo, normale e vicino. Quando lo abbiamo interiorizzato per la Grazia, ci rende amorevolmente consapevoli di ciò che riceviamo da Lui, concepiti e creati a immagine di Dio; di che cosa abbiamo ancora bisogno perché sia possibile essere fatti a somiglianza, forse molto spesso ricercata, raramente raggiunta. È diventato come noi per fare Amicizia con gli uomini (in senso generico e quindi anche delle donne). Lui che è il prototipo paradigmatico di vera Amicizia, che non si accorge di qualunque sacrificio per renderla reale nella vita, colui che ci mostra il punto più alto che può raggiungere l’Amicizia: dare la vita per colui che si ama come un possibile orizzonte che non conviene perdere di vista, se non si vuole correre il rischio di abbassare la guardia, per non allentare l’arco o per non rovinare l’Amicizia che deve essere sempre, tanto per chi la offre quanto per chi la riceve, come una fortezza. Quando la persona, per la Grazia consapevole, sperimenta l’amicizia.” (4 lezione di Bonnìn sull’amicizia).

venerdì 27 ottobre 2023

FORMAZIONE - “VIAGGIO VERSO EMMAUS” 4 - CON COMPAGNI DI CAMMINO


CON  I SACERDOTI
di William Zappaterra




In questa realtà c’è nostalgia di una piena AMICIZIA che lo stesso Eduardo desiderava tra sacerdoti e laici per il piano apostolico, ove così si riassume: portare quante più PERSONE possibili a vivere sapendo che DIO LE AMA e indirizzare la loro vita nella gioia. Dunque, un’AMICIZIA tra sacerdoti e laici che il proliferare dei segni non ha mai permesso di crescere, poiché il DESIDERIO di adattarsi per il bene dei ranghi pastorali, non era lo stesso della diffusione delle verità del Vangelo. Vangelo che deve raggiunge i tentacoli della vita dalla libertà dei figli di Dio.  L’ideale sarebbe che ciascuno nel proprio ruolo, in AMICIZIA, laico o sacerdote andasse dove l’altro non arriva per far sì che Dio conquisti il cuore di ogni vita, per poi viverla e donarla per il BENE. Oltre al rapporto personale il sacerdote ha relazioni con i laici nei vari momenti della vita del Movimento, dal PreCursillo all’Ultreya, dalla Scuola Responsabili ai Coordinamenti. Il suo stile è quello di aiutare i laici a maturare come cristiani, a crescere nella fede e nella capacità di essere protagonisti nella vita ecclesiale.

LA RIFLESSIONE di Luigi Majorca


Papa Francesco ha detto “I fedeli laici non sono ospiti nella chiesa sono a casa loro”  (rivista Cursillos luglio-agosto 2023 p.8)


Bene dice il nostro Coordinatore Nazionale, Carlo De Benedetti quando sottolinea che è importante studiare “le radici storiche del movimento se si vuole comprendere in modo serio qual'è il ruolo del laico nel Cursillo” (idem)

Allora, si viaggia tutti insieme ma con compiti diversi, laici e sacerdoti, tutti importanti tutti necessari per una pastorale ecclesiale condivisa, per una pastorale il cui percorso deve essere sinodale.

I compiti del laico e quello del sacerdote sono assolutamente diversi e vengono chiaramente indicati nelle Idee Fondamentali, nello statuto e nel regolamento.

Così viene specificato che “Dato che il Direttore Spirituale è sempre un sacerdote converrà che il coordinatore sia sempre un Laico… poichè è evidente che gli argomenti di organizzazione e metodologia spettano al coordinatore, mentre quelli di dottrina e di coscienza spettano al direttore spirituale (I.F. Ia ed n. 282) (I.F. 2° n.588).

Bisogna sapere che prima dell’approvazione in Italia dello Statuto del 18 sett. 1999  esisteva la figura del doppio coordinatore laico e sacerdotale, ma con l’approvazione dello statuto il coordinatore è uno solo ed è laico, il sacerdote è il cd. “animatore spirituale” con i compiti di cui sopra. (Statuto art 9 e segg).

Concludo condividendo il pensiero di William e del vescovo di Savona sui sacerdoti quando dicono: “l’impegno di un sacerdote nel Cursillo non può essere considerato come fatto marginale nel suo ministero, o come parte del suo tempo libero. Il carico del sacerdote non si limita ai tre giorni, le PERSONE che il Signore gli affida non li affida a tempo ….” “non ha scadenze e il sacerdote che ha fatto conoscere e sperimentare ad alcune persone l’amore del Signore, la realtà della Chiesa, la bellezza del vivere cristiano, non può abbandonarle. Sarà suo compito di pastore saper indirizzare le persone negli impegni e negli ambienti idonei senza volerle legare alla sua persona.” (S.E. Mons Vittorio Lupi, relazione tenuta ad Assisi 4 Dicembre 2009) 

 LM

 

 

 

mercoledì 25 ottobre 2023

CURSILLOS FORMAZIONE – L’AMICIZIA

 

Di don Luigi Arena

"Il tema dell'amicizia, è stato sempre un argomento di grande interesse in tutte le epoche e fra tutti i popoli. L'amicizia, intesa nel senso classico e, precisamente già da Aristotele, è considerata il sentimento più alto che esista. Essa è definita filia, cioè amore fraterno, amicizia, affinità. Per chiarire meglio, filia è qui il legame fraterno che si stabilisce in un rapporto di complicità, di affiatamento e di comunità di interessi e più precisamente “la più alta forma di amore”.

Questo tipo di amicizia, si fonda su un'emozione tremendamente passionale che può essere tenera, tanto da comportare il desiderio di abbracciare l'altro, si tratta di quel raro amore incondizionato che spesso si ricerca anche in una relazione di coppia. È un rapporto coltivato con costanza e dedizione a cui serve tempo per crescere e maturare, dove l'io lascia posto al noi senza interessi, né paure. È la scelta di una persona spiritualmente affine a te che nasce ma che non può morire."

(tratto dalla rivista I Cursillos di Cristianità in Italia sett-ott 2023- L’intero articolo potete estrarlo dalla pagina DOCUMENTI cartella P. Arena)

 

LA RIFLESSIONE di Luigi Majorca

“La forma più profonda di convivenza è l’Amicizia. Essere amico, è poter pensare la vita ad alta voce. L’Amicizia è la forma evangelica di comunicazione tra gli uomini e quella più genuinamente umana; è mettersi in comunicazione con l’altro in quanto persona, non per le loro qualità specifiche o posizione sociale, ma perché è, perché è qualcuno. L’Amicizia potrebbe riassumersi nella doppia affermazione “Sono contento che tu esisti”, “il mondo è più bello perché tu esisti.” (4 lezione di Bonnìn sull’amicizia).

Parlando di Amicizia è necessario chiarire che ci sono due concezioni diverse: una cosa è l’amico, o gli amici, che, non si possono dimenticare,  e richiedono un trattamento particolare, peculiare e diverso. Un’altra cosa sono, invece, gli amici. Ma gli “amici”, in senso generico, che hanno subito un po’ d’inflazione e una successiva svalutazione.

“Su Cristo amico si possono dire molte cose, ma tutte non sono altro che un pallido, ben poco accurato tentativo di spiegare ciò che realmente si vive quando si vive in cosciente, sveglio e vivo contatto con Lui.” (4 lezione di Bonnìn sull’amicizia).

martedì 24 ottobre 2023

“VIAGGIO VERSO EMMAUS” 3 - NEL LAICO DELLA CHIESA

CI SONO UOMINI E DONNE di William Zappaterra


I Cursillos, per loro natura, devono scendere nel profondo della PERSONA, nella parte più intima di essa e non alle sue condizioni che la coinvolgono: sposata, celibe, praticante o indifferente e via dicendo. La PERSONA non deve avere nulla che la possa distrarre dal bersaglio da centrare. L’incontro deve essere con Cristo e con se stessi, faccia a faccia, a tu per tu e a questo appuntamento deve essere diretto ogni dettaglio: l’inevitabile magnetismo della presenza dell’altro sesso o la presenza condizionante di qualche testimone qualificato per i rapporti professionali, familiari o matrimoniali, lo rende impossibile. La reazione deve essere personale, autentica e risolutiva. Non deve esserci nulla che impedisca o renda difficile questa radicalità, perplessità o entusiasmo, che causa nella PERSONA il CREDERE veramente e seriamente che CRISTO LO AMA. Nel Cursillo si scopre una nuova dimensione molto più profonda della fede normale: non è la stessa cosa quando la PERSONA si rende conto di essere osservata da un’altra che vuol vedere come reagisce. Per questa ragione i cursillos non devono essere misti, così come non è conveniente che allo stesso cursillo vadano contemporaneamente padre e figlio, madre e figlia, o due fratelli o due sorelle, capi con subordinati o una coppia di sposi. 7 Se partecipano uomini e donne insieme, nessuno si comporta come si comporterebbe se fosse solo. CRISTO CERCA LA PERSONA, NON CIÒ CHE LO CIRCONDA.  Temo che la causa vera e pratica  (dei cursilli misti) sia il più facile reclutamento di ragazzi e ragazze, quando la mascolinità e la femminilità del cursillo si deve a ragioni metodologiche e psicologiche.»


LA RIFLESSIONE di Luigi Majorca

IL CURSILLO LIGHT (leggero) Così lo definisce Bonnìn.



Non vi sono dubbi, uomini e donne  hanno sensibilità diverse. La presenza di differenze di sesso nel comportamento umano è ben documentata, sono state riscontrate differenze di genere per il comportamento, ad esempio,   migliori capacità di empatia riscontrate per le donne rispetto ai maschi . Uomini e donne hanno la capacità di provare emozioni, stati d'animo passioni diverse, ma anche la facoltà di ricevere e formare sensazioni o un alto livello di ricettività ai segnali dell'ambiente, che ha un ampio spettro di manifestazioni. La verità è che fare i cursilli per soli uomini e solo donne è più impegnativo, ma è bene che sia così, lasciamo ad altri le semplificazioni che quasi sempre, anche se fatte con le migliori intenzioni, snaturano il movimento dei Cursillos.

domenica 22 ottobre 2023

L'ANNIVERSARIO -TUTTI INSIEME A TROINA

UN'ADEGUATA RISPOSTA
di Luigi Majorca

In un momento che è stato difficile per il nostro movimento, in cui la crisi pandemica  ha colpito duramente il nostro “Modus Vivendi”,  constatiamo come la proposta  avanzata dalla principale struttura dell’Associazione dei Cursillos nel territorio 1 (Sicilia) può essere stata una adeguata risposta.


Così si è festeggiato il primo anniversario dei cursilli territoriali, maschili e femminili, a Troina sabato il 21 ottobre 2023. Tutti presenti. Non è mancato l’augurio di buon lavoro del coordinatore nazionale Carlo De Benedetti e la presenza di Sonja Lo Iacono del coordinamento nazionale.



E’ stata rinnovata la fiducia nella struttura territoriale che riaccende la speranza nel futuro, perché valorizza le grandi risorse di solidarietà operosa di quanti con la loro creatività sanno dimostrare di superare i momenti  difficili (andare contro corrente).





Come laici che traggono ispirazione dalla loro fede cristiana, aperti a chi crede e a chi non ha un riferimento religioso (i lontani), ma riconosce e condivide queste consapevolezze, il coordinamento del territorio 1, con il suo coordinatore Alberto Ciacio, ha voluto  provare a dare risposta (il cursillo territoriale) ai problemi sulla esistenza o meno dei cursillos in alcune diocesi, come quella di Nicosia, nonostante il dichiarato scetticismo delle altre. 

“Prendersi cura degli altri,” é stato il tema trattato, con autentica passione, da don Bernardo Giglio e noi crediamo fermamente che, partendo da una visione veramente integrale della persona umana,   si può sempre  sviluppare una proposta   incentrata su principi di una sincera e proficua sinodalità.

venerdì 20 ottobre 2023

CURSILLOS – FORMAZIONE - 2“IL VIAGGIO VERSO EMMAUS”

IL LAICO NELLA CHIESA di William Zappaterra.

 Essere cristiano senza prima essere PERSONA, si rischia di trovarsi come personaggio delle cose pie senza alcuna base umana, allora la religiosità che taluni promuovono con numerose e continue attività, risulta piatta, grigia, noiosa e spuntata; non incisiva e che non ottiene sensibilità dalla vita degli altri. Quando il desiderio di apostolato non sgorga dall’interiorità perde efficacia: a volte uno si lancia ad obbedire, senza pensare, lamentarsi o riflettere e diventa impermeabile alla percezione delle idee e sentimenti degli altri….. Praticare per evasione, per non affrontare  la vita perché uno si trova meglio a dedicarsi alle proprie devozioni piuttosto che ai propri obblighi, mettere in pratica una comunicazione con Dio che non è relazione con gli uomini, non porta alla concretizzazione dell’essere cristiano ma soltanto a dare a se stessi ed agli altri una caricatura di ciò che è cristiano. Da quando è aumentato il livello economico … il livello di generosità è cresciuto in molti. Sono più di prima quelli che possono e sanno di avere una disposizione generosa davanti alle richieste di carità economica. È bene dare a chi non ha. La cosa cattiva è quando chi ha dato si sente già al sicuro e credendosi, in modo ostinato ed anche insolente, che il dare lo esime dal DARSI, arriva a confidare che non c’è ragione di DARSI avendo già dato. Si sente esonerato dall’essere sensibile davanti ai sogni e ai desideri dei più vicini, dall’ascoltare e non comunicare con le PERSONE, avverte la libertà di non tenere in conto gli ALTRI e soprattutto dimentica che la carità è AMORE …vive così al dettaglio e procede di piccolezza in piccolezza.

LA RIFLESSIONE  di Luigi Majorca

I  CURSILLISTI  LAICI.

Dice Bonnìn,” i Cursillos li hanno creati solo ed esclusivamente i laici senza eccezione alcuna” (Storia di un Carisma pag70) Solo nel 1947  con il Dr. Hervas vescovo ausiliare di Majorca, il movimento “ebbe un appoggio, una spinta ed un vigore tale …… da avere risonanza ecclesiale. Fù allora e solo allora che due o tre religiosi, si unirono al gruppo iniziale di laici (Un apprendista Cristiano pag 73).

Bonnìn si rifiuta di pensare  che i Cursillos debbano necessariamente essere collocati in una dimensione intra-ecclesiale e rileva come i cursillisti siano sempre  richiesti da altri movimenti per fungere da “animatori”, con la pretesa di una crescita del  loro essere cristiani, ma con la conseguenza di togliere tempo per la vocazione primogenita di evangelizzazione degli ambienti dove sono inseriti.

A volte,  e solo a volte, in alcune diocesi e per fortuna solo in alcune, i cursillisti si sentono pressati, ingabbiati, incalzati a  compiere solo opere pie in un contesto esclusivamente ecclesiale.

Per Bonnìn i cursillos non sono neppure nati da una pastorale ecclesiale, ma sono stati concepiti per andare “oltre” e non in un contesto conflittuale con la “Chiesa”, ma  orientati verso una meta non facilmente raggiungibile” dalle solite strutture”, ”gli ambienti” dove la persona si trova collocata.

Concludo con il Pensiero di Bonnìn, che condivido, e che ha più volte evidenziato “ non abbiamo bisogno di uomini di chiesa, ma di una chiesa di uomini”

mercoledì 18 ottobre 2023

CURSILLOS – FORMAZIONE – I° “VIAGGIO VERSO EMMAUS” –

I CURSILLOS di William Zappaterra

“Il suo fondatore Eduardo Bonnín Aguiló ha vissuto la sua laicità come un’autentica vocazione e voluto l’obiettivo di far sì che il maggior numero possibile di PERSONE, si rendesse conto che la realtà della loro vita potrebbe raggiungere la sua versione migliore al massimo del possibile, se si scoprissero veramente amate da Dio.

Il Cursillo è una vita in cui avviene un triplice incontro: nella dimensione di sé stessi, per potersi armonizzare sulla frequenza della fede in Dio, nel percorso con i fratelli e le sorelle, condotto dalla fiducia nel Signore che non delude mai. I Cursillos mantengono l’intenzione originaria che il fatto salvifico, della risurrezione di Gesù Cristo, vive in ogni volto e cammina in ogni persona con i piedi del quotidiano. Il Cursillo contagia la mentalità che l’essere cristiano, non consiste in un “rendere conto” ma in una “realizzazione” dell’immensità dell’Amore di Dio. È una straordinaria causa di cambiamento e miglioramento personale che dà spinta a tutto ciò che viviamo, cioè dà profondità al senso della vita, genera una traccia nella coscienza e offre un’altra prospettiva sempre rinnovata, con cui le solite cose sono viste con occhi nuovi e le anime si trasformano nell’avventura di essere PERSONA.

la Chiesa Universale è giunta a riconoscere l’unicità del Carisma Fondazionale dei cursillos, dunque, una immensità di battezzati, perseveranti nelle Ultreyas e nelle Riunioni di Gruppo, tendendo all’AMICIZIA chimicamente pura per l’identità con Gesù del Vangelo, hanno portato questa realtà alla loro vita normale.”

(Tratto dalla relazione di William Zappaterra nel convegno di studio a San Marino)

 

LA RIFLESSIONE di Luigi Majorca.

Molti pensano che il movimento realizza il proprio obiettivo facendo solo il “Piccolo Corso di 3 Giorni”. NON E’ COSI’.

“La preoccupazione costante del regolamento è quella della formazione dei responsabili.: in essa si realizza il compito fondamentale dell’intera sua azione pastorale, che non può limitarsi ad organizzare cursillos uno dopo l’altro, ma deve puntare con chiarezza di idee al consolidamento formativo di quanti hanno fatto l’esperienza del cursillo e vogliono collaborare alla missione della Chiesa (Nando Rosato e P. Cascone nel commento al regolamento). All’art Si dice: L’Associazione, per meglio rendere il servizio dell’evangelizzazione degli ambienti, che è il fine principale del Movimento dei Cursillos, forma i propri membri attraverso un itinerario di fede e l’assimilazione di essenza, mentalità, finalità e metodo del Movimento dei Cursillos ispirandosi a quanto contenuto nel libro delle “Idee Fondamentali.

Tale intendimento viene ripresentato all’art 3 quando si precisano i significati di pre-cursillo, cursillo e post-cursillo, tre fasi non separabili del metodo specifico, “mettendo in evidenza che non si tratta di mandare le persone al piccolo corso, in modo superficiale e quasi allo sbaraglio, in quanto bisogna preventivamente  pianificare il cammino di fede di questi fratelli, prevedendo il loro fruttuoso inserimento in ultreya (per almeno un anno) ad opera di coloro che li hanno presentati. (Nando Rosato e P. Cascone nel commento al regolamento).

I Cursillos di Cristianità non sono, dunque, solo e soltanto una ossessiva ripetizione  di piccoli corsi.

Concludo facendo mie le parole di Bonnin:” Se vogliamo restare fedeli al carisma fondazionale, la cui finalità primordiale è l’avvicinamento dei lontani, dobbiamo capire che la nostra funzione non può consistere nel cercare di reclutare gente per dedicarla immediatamente a realizzare le opere religiose che si ordina loro di fare, perché così, otterremo i soliti cristiani di sempre”.  (Storia di un Carisma pag 33)