domenica 2 agosto 2020

LA RIFLESSIONE DELLA DOMENICA DI DON RAFFAELE

IL MIRACOLO E' UN DONO
Giovanni Battista, il più grande tra i nati di donna, profeta amato e seguito dal popolo, è stato decapitato per ordine di Erode.
Gesù prova grande sofferenza e decide di ritirarsi tutto solo, ma la folla lo segue e Gesù non si tira indietro , compie tanti miracoli, guarisce tanti infermi, non cessa di annunciare la buona novella.
Sente compassione di quella folla e si rivolge agli apostoli perché diano da mangiare.
Quella folla non è più una folla anonima, intorno a Gesù tutti sono una cosa sola ed ecco la condivisione di quanto ognuno aveva portato per se che viene consegnato agli apostoli e messo a disposizione di tutti.
Sarà questo lo stile della chiesa dei primi tempi, così come ci viene descritto negli atti degli apostoli.
La carità non è astratta, ma concreta e gli apostoli sono chiamati a svolgere il loro servizio avendo presente e i bisogni materiali e i bisogni spirituali del popolo affidato alle loro cure.
Loro compito primario è fornire il cibo per l'anima attraverso  l'evangelizzazione e l'Eucaristia, vero cibo e vera bevanda che dona la vita.

Ecco il miracolo grande di quei cinque pani e due pesci con cui viene sfamata la folla.
Condividere è il verbo dell'amore.
Don R. Aprile

domenica 26 luglio 2020

"IL VERO TESORO" - IL COMMENTO DOMENICALE DI DON RAFFAELE

QUEL MISTERIOSO REGNO

Col santo battesimo
siamo diventati a pieno titolo
cittadini del regno dei cieli,
il vero tesoro, 
la perla preziosa 
che dovremmo apprezzare più di ogni altra cosa al mondo.

Far parte del regno dei cieli significa:
aver acquisito il diritto di chiamare Dio nostro Padre, 
sperare di poter meritare alla fine del nostro pellegrinaggio terreno 
il premio della vita eterna beata.

Avere coscienza del valore inestimabile di questo tesoro, 
di questa perla preziosa comporta:
dover dare il primato alla Parola di Dio, scartando tutte le vane parole di questo mondo,
mettere Dio al primo posto, 
armonizzare la nostra vita al volere di Dio, 
affidarci a Dio con piena coscienza, 
amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutte le forze 
e il prossimo come noi stessi.

Fuggire il male e orientare decisamente la nostra vita a Dio, 
il solo, grande, unico bene 
per cui vale la pena di lasciare tutto pur di non perdere questo rapporto di amore tra Dio nostro Padre e noi suoi figli,
sforzarci di dare alla nostra vita la solarità della verità, 
il profumo della carità , 
l'armonia delle note evangeliche 
è la grazia che con viva fede e profonda umiltà 
dobbiamo chiedere ogni giorno al Signore.
Don Raffaele Aprile

domenica 19 luglio 2020

33°D e 54°U - QUARTO GIORNO 2020

Click to play this Smilebox slideshowRENDERE CONCRETA LA FEDE NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI

Centro Utopia di Augusta ,29 giugno 2020.
Terminata la tre giorni, è iniziato il “quarto giorno” per i corsisti del 54° uomini e 33° donne, cioè il ritorno alla vita quotidiana.
Nella storia del Movimento dei Cursillos il “quarto giorno” ha sempre rappresentato per i novelli corsisti e corsiste un momento  importante. Infatti, mentre il Cursillo vero e proprio è una prima tappa ossia: “l’incontro con la persona di Cristo Gesù e con la sua Chiesa”, il quarto giorno” rappresenta il proposito di chi, avendo fatto  l’esperienza del Cursillo, si sforza di rendere concreta la fede nella vita di tutti i giorni.
Si è trattato, nell’incontro celebrativo del 4° Giorno con le sorelle ed i fratelli anziani presso l’accogliente “centro Utopia”:
di avere  richiamato alcuni aspetti dell’esperienza di fede,
di aver esposto ciò che si è vissuto nel Cursillo,
di avere sperimentato un nuovo modo di vivere alla luce del Vangelo.
Certamente un semplice resoconto non é riuscito a trasmettere quello che si è verificato alla propria persona nel suo ambiente dopo i tre giorni del Cursillo, tuttavia si è trattato di consegnare ai presenti il serio proposito di cambiare la propria visione del mondo reale.

Venite, saliamo al monte del Signore e al tempio del Dio di Giacobbe; egli ci indicherà le sue vie e noi cammineremo sui suoi sentieri.” Questa è stata la sintesi dei suggerimenti degli animatori spirituali delle varie ultreyas presenti, don A. Saraceno, don G. Magnano, fra A. Pansica e don G. Giudice, animatore diocesano.
L’incontro si è concluso con l’auspicio della coordinatrice, Sonya Lo Iacono, di un rapido inserimento dei nuovi nei gruppi personali in attesa della ripresa delle Ultreyas.


Luigi Majorca

LA RIFLESSIONE DOMENICALE DI DON RAFFAELE


ESSERE GRANO BUONO

"I giusti risplenderanno come il sole nel regno del padre loro. .Chi ha orecchi, ascolti".
Grano e zizzania,
granello di senape che cresce e diventa albero su cui vanno a posarsi gli uccelli ,
lievito che fermenta la massa
sono le tre immagini che Gesù usa per descrivere cos'è  regno dei cieli. 
Il buon grano e la zizzania ci dicono che il regno di Dio, che è già e non ancora, la Chiesa, è santa e peccatrice insieme. 
Tra quanti ne fanno parte in forza del battesimo c'è il buon grano e c'è la zizzania.
I giusti:
sono come il buon grano, la loro vita è una fedele sequela di Cristo,  
sono come lievito che fermenta la massa, attraverso la testimonianza eroica della loro fede rendono l'umanità più solidale e fraterna,
sono come il granello di senape che diventa albero su cui vanno a posarsi gli uccelli, apostoli della parola, esempio da imitare per tanti altri,
sono zizzania che cresce e infesta i campi di grano quanti vivono in maniera dissoluta, compiono ciò che è male agli occhi di Dio e cercano di trascinare altri al loro fianco. 

Bene e male sono in lotta da sempre nella storia dell'umanità. 
Sta alla nostra libertà saper scegliere.
Uno dei due ladroni crocifissi insieme a Gesù lo insultata,  l'altro sinceramente pentito della sua vita vissuta non in conformità al bene si rivolge a Gesù dicendogli: ricordati di me quando sarai nel tuo regno e
Gesù rispose prontamente: oggi sarai con me in paradiso. 
Il bene avrà la sua ricompensa in bene, 
il male la sua punizione.
L'immagine della luce riferita ai giusti è la logica conseguenza dell'agire alla luce del Vangelo che rende il cristiano luce del mondo, luce che spenderà per sempre nel regno di Dio Padre. 
È questa la meta alla quale dobbiamo tendere con tutte le nostre forze.

Don Raffaele Aprile

domenica 12 luglio 2020

La riflessione di don Raffaele alla Parola della domenica


LA PAROLA NUTRE E DA' SALVEZZA

Il panorama dell'umanità si presenta alquanto diversificato.
C'è un'umanità 
col cuore di pietra,
insensibile ai richiami della grazia,
ammaliata dagli interessi terreni.
C'è un'umanità 
con un cuore
accecato dall'odio,
corroso dal tarlo dei vizi.
E c'è un'umanità 
col cuore di carne,
accogliente,
misericordiosa,
compassionevole,
libera, solare, pura.
La parola di Dio è il seme che solo in un cuore libero e puro può attecchire e portare frutti.
I frutti di questo seme sono: 
personalità  modellate dall'amore, 
al servizio del bene,
donate per amore 
a Dio e ai fratelli.

Don R. Aprile


sabato 11 luglio 2020

leggere il Libro "Fratelli di Cielo" di don Raffaele fa' meditare



UNA BELLA TESTIMONIANZA

Buongiorno Don Raffaele, ho appena finito di leggere il libro che mi hai inviato. Non nascondo che leggendo le tue poesie mi sono commossa ed ho capito che abbiamo una cosa in comune: siamo entrambi  innamorati di Maria, nostra Mamma Celeste!
Vedi nella mia vita io mi sono sempre lasciata prendere per mano da Lei che mi ha sempre protetto e guidato a Gesù! La mia devozione verso Maria Santissima delle Vittorie è  nata in famiglia.
È grazie alla Sua intercessione che io, all'età di 28 anni, non sono volata in Cielo! Pur non essendone degna, tante sono le grazie che ho ricevuto e tanti sono stati i segni della Sua presenza nella mia vita! Dal 2013, primo pellegrinaggio con Loris a Medjugorje, ho cominciato a pregare in un modo diverso da come facevo prima e ho cercato di capire cosa potevo fare per contraccambiare l'amore Suo e del Suo Divin Figlio Gesù!
Portare la preghiera del Santo Rosario in Chiesa e nella casa di riposo del paese è   quanto mi è stato chiesto di fare e lo sto facendo con tutto il Cuore.
Inoltre, assieme al diacono della mia parrocchia, guido il gruppo di preghiera di San Pio e di Maria Regina del Santo Rosario. 
Come vedi caro Don Raffaele ognuno segue il cammino che gli viene indicato dal Signore!
Scusa se mi sono dilungata,  ti abbraccio con affetto!
Restiamo uniti nella preghiera! 

domenica 28 giugno 2020

Riflessione sulla Parola della domenica di don Raffaele

MI AMI TU PIU' DI CHIUNQUE ALTRO ?

Scegliere di seguire Cristo che chiama alla sua sequela non è uno scherzo, un gioco a perdere, ma una scelta radicale che vuole coerenza, rettitudine di coscienza, valori che devono ritmare le scelte quotidiane che andiamo facendo.
Gesù deve avere il primo posto nella nostra vita.
Il suo amore deve modellarci e farci essere dono di amore per i nostri fratelli.
Solo così saremo nel mondo lievito, sale di umanità vera, sanata dalla grazia, solidale e fraterna.
Don R. Aprile

domenica 21 giugno 2020

LA RIFLESSIONE DELLA DOMENICA DI DON RAFFAELE


CONTRO LA PAURA

"Non abbiate paura" è il richiamo insistente di Gesù rivolto a chi si pone alla sua sequela".

La paura uccide la speranza
mette a repentaglio la fede
avvelena i rapporti interpersonali
carcera la persona nel proprio io
porta all'inazione, toglie la libertà personale
fa succubi di chi detiene il potere.

L'esortazione di Gesù arriva a noi in un momento in cui un killer invisibile, il coronavirus, si è intrufolato nella nostra vita e l'ha letteralmente stravolta. 

L'abbiamo affrontato con coraggio o ci siamo lasciati prendere dalla paura? 
Paura che ci ha allontanato dagli altri, ha dato un colpo mortale all'economia, 
ha prodotto disoccupazione, angoscia, rabbia
ha fatto chiudere le nostre chiese,
vietato di partecipare alla santa messa
affidando tutto al mondo virtuale.

Siamo stati prudenti o ci siamo lasciati vincere dalla paura?
Una volta che si è dato il via libera ad uscire per riprendere una vita normale, fa senso vedere spiagge affollate, la movida e continuare a sostenere l'impossibilità di manifestare pubblicamente la fede attraverso le processioni.

Crediamo che Dio sia assente?
Al di là della prudenza, conviene fare un sincero esame di coscienza e chiederci: abbiamo dato spazio alla paura?
E se dovessimo subire persecuzioni, la paura ci porterebbe a rinnegare la nostra fede?

L'apostolo Paolo guiderà il suo credo con parole forti: "Niente potrà mai separarci dall'amore di Dio "

Don Raffaele Aprile

lunedì 15 giugno 2020

LA SETTIMANA IN PARROCCHIA dal 15-6- al 21-6 giugno - A CURA DI FEDERICO CILIO

In ottemperanza alle nuove disposizioni dettate dal Covid 19, i fedeli oltre a mantenere il distanziamento sociale dovranno entrare  in chiesa muniti di mascherine e guanti. Al'ingresso troveranno: due tavolini con l'igienizzante  per disinfettare le mani e possono sedersi nei banchi occupando i posti segnati con una x per un totale di 78 unità. 

 

Lunedì  - San Fortunato
    Sante Messe  ore 7:30 - 19:00

Martedì       Sante Messe ore 7:30 -  19:00

Mercoledì -  
Sante Messe  ore 7:30 -  19:00

Giovedì 
   Sante Messe ore 7:30 - 19:00 


Venerdì  19-6
Solennità Sacro Cuore. giornata di santificazione sacerdotale.
Alle ore 17,30 esposizione del Santissimo fino alla benedizione, prima dell'inizio della Santa Messa
alle ore 18,30 santo Rosario,
 Sante Messe 7:30 - 19

Sabato:Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria 
Sante Messe ore 7:30 - 19:00 


Domenica:   San Luigi Gonzaga
Sante Messe ore 7:30 - 10:30 - 12:00 - 19:00

sabato 13 giugno 2020

CORPUS DOMINI .- LA RIFLESSIONE DI DON RAFFAELE

UN INVITO CHE SCONCERTA AMICI ED AVVERSARI

«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Il pane è alimento base del nostro sostentamento.
Lo chiediamo con fede a Dio Padre nostro che sta nei cieli, come Gesù ci ha insegnato a pregare. 
Il pane è il prodotto del grano che, macinato diventa farina, viene lievitata, impastata e messa a cuocere nel forno.
La fragranza del pane appena uscito dal forno fa lieta la mensa, tiene unita la famiglia.

Gesù sceglie questa immagine familiare per esprimere la sua missione.
Come avviene con il pane cosi il suo corpo, sottoposto al martirio della croce, diventa pane vivo, nutrimento indispensabile per l'anima.

L'Eucaristia esprime magnificamente il mistero di amore di un Dio che si fa uomo, accetta di sacrificarsi per la nostra salvezza.
Il suo corpo si fa pane vivo, vero cibo dato agli uomini e  il suo sangue vera bevanda.
L'Eucaristia è l'espressione più grande e sublime dell'amore di Dio.

Mangiare questo pane assicura la vita eterna.
Condizione indispensabile per noi è
riconoscere e accogliere con fede questo dono di immenso amore.
Partecipiamo alla messa, 
ci cibiamo del corpo di Cristo, pane vivo disceso dal cielo, 
e Cristo ci unisce intimamente a sé. 
Vivendo in comunione con Cristo non possiamo non vivere in  comunione con i nostri fratelli.

L'Eucaristia nutre il cristiano e fa la Chiesa.
Non c'è chiesa senza Eucaristia. 
L'Eucaristia è l'alimento che fa il cristiano maturo e responsabile, testimone  dell'amore di Dio nel mondo.

Un così grande mistero d'amore ci realizza pienamente.
Unica condizione richiestaci è che la nostra vita sia vissuta in comunione non sporadica, ma continua con Gesù presente e vivo nel santissimo  sacramento dell'altare e in comunione con i nostri fratelli. .

L'anima eucaristica si fa pane spezzato per i fratelli, dono di amore.
Gesù pane vivo disceso dal cielo 
ci abilita a guardare al cielo come la nostra vera patria, 
ci insegna a distinguere ciò che è necessario da ciò che è marginale per la nostra salvezza, 
ci riempie di gioia vera che niente e nessuno potrà toglierci.

Chiediamo al Signore la grazia di partecipare alla nessa con la fede dei santi.
Siamo veramente beati se mettiamo l'Eucaristia al centro della nostra vita.

Don Raffaele Aprile

E’ UNA TAPPA DELLA NOSTRA STORIA SPIRITUALE


Giorno 8 giugno 2020 nella sede del “Centro Utopia,  l’ultreya di Augusta ha accolto le nuove corsiste.

Le nuove sorelle  hanno interiorizzato  molto bene il progetto del “Cursillo”, in quanto ne hanno percorso insieme alle responsabili tutte le  tappe, eppure al termine di questa esperienza facciamo loro questa domanda: “Ma in pratica, una viaggiatrice che arriva a destinazione ….. cosa può e deve fare?”.
Così, senza nemmeno scompormi troppo, dico alla nostre viaggiatrici: mettete al centro del vostro cammino le persone che incontrate con il  desiderio di operare un loro cambiamento, una loro evoluzione alla luce del Vangelo. La ripartenza del vostro viaggio  è l’accoglienza.
Accogliere vuol dire mettersi in gioco,
Accogliere significa riconoscere l’altro, nel senso di vederlo, di osservarlo e di osservarsi attraverso i suoi occhi.
Accogliere significa avere il desiderio profondo di conoscere chi ci sta di fianco magari da anni, con i suoi limiti e le sue fragilità, ma che non gli abbiamo mai stretto le mano.  L’accoglienza del cursillista significa   vicinanza, apertura al dialogo, pazienza e cordialità.
Accogliere significa anche accorciare le distanze, mettere a proprio agio,  significa porsi in atteggiamento empatico, entrare in una relazione di fraterna amicizia.

Le parole di Gesù ci invitano a riflettere profondamente sul significato dell'accoglienza: "Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato".

E’ così, con questo spirito che l’Ultreya di Augusta ha accolto le nuove sorelle.

domenica 7 giugno 2020

"CHI NON VUOI CHE NON CREDA AD UN DIO COSI'", di P. Raffaele

MISERICORDIA, PIETA', AMORE

“Misericordia io voglio e non sacrifici”.
"Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Il termine  misericordia nella declinazione dell'amore è il primo ed è quello che specifica maggiormente la vera essenza dell'amore.
L'amore privo della misericordia è 
un non senso,
 una caricatura dell'amore.
La misericordia 
non esclude, ma include,
non respinge, ma accoglie,
non punta il dito contro, ma comprende,
non fa finta di non vedere e di non sentire, ma ascolta e si accompagna.

Gesù è la misericordia di Dio che si è resa visibile e operante in lui.
La missione di Gesù sta appunto 
nel recuperare chi si era smarrito, 
nel guarire l'umanità che era stata attaccata dal virus  nefasto del peccato.

Gesù è il medico, 
lo specialista della misericordia,
la croce é l'emblema della misericordia.
Quelle braccia spalancate e inchiodato alla croce,
quel capo coronato di spine,
quel cuore trafitto dalla lancia del soldato,
danno senso alle parole dell'uomo Dio che pende dalla croce,
fa dono della sua mamma all'umanità, 
perdona i suoi crocifissori e coloro che si prendono beffe di lui,
si affida al Padre nell'emettere l'ultimo respiro.
Il calvario sigilla la missione di Gesù,
è  l'atto supremo del suo amore, 
la prova sublime della sua infinita misericordia.
Senza la misericordia di Dio siamo perduti, non ci salviamo.
Gesù è il buon pastore che va in cerca della pecora smarrita e quando la ritrova se la carica sulle spalle, la riporta all'ovile e fa festa perché era perduta ed è stata ritrovata.

La logica di Dio suona sconcerto per il mondo giustizialista:
"C'è più gioia in cielo per un peccatore che si pente che per novantanove giusti"
La misericordia di Dio copre una moltitudine di peccati. 
Abbandonarci tra le braccia di Gesù è il segreto di una vita
sanata dalla sua misericordia, 
non tormentata dai rimorsi, 
modellata dalla misericordia,
resa capace di usare misericordia verso gli altri.
Chi fruisce  della misericordia di Dio non può fare a meno di usare misericordia verso il suo prossimo.

Non sia mai che ci scandalizziamo per i peccato dei nostri  fratelli,
dimenticandoci di essere anche noi peccatori 
bisognosi della misericordia e del perdono di Dio.

Don R.Aprile